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Furore: il paese che non c’è.

Furore - Sightseeing
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A diverse centinaia di metri di altezza, arroccato sulla scogliera, raggiungibile a fatica (per gli amanti del trecking n.d.r.) dopo un percorso tortuoso fatto di ripide scale e sentieri, il borgo di Furore sembra sfidare la natura da quando è nato. In epoche passate, quando alcuni di quei sentieri che arrivavano al mare non esistevano, conquistare l’abitato significava arrampicarsi a piedi sulla roccia nuda, mettendo chi tentava di conquistare la cittadina in una situazione di effettiva inferiorità tattica e di combattimento. Incastonata in un paesaggio tanto ostile quanto affascinante, Furore è una meta da visitare e lasciarsi affascinare. Attualmente, raggiungere Furore è molto più semplice, sia che si voglia farlo utilizzando la S.S.163 Amalfitana (la strada costiera) o che si intenda percorrere la strada montana che da Agerola scende verso la costa, vi sorprenderete a veder comparire le case che compongono il borgo così all’improvviso lungo la strada: dietro curve mirabolanti che si attorcigliano su sé stesse, si scorge questa graziosa perla di circa 1000 abitanti.

Perla preziosa e ricca di storie, passioni, tradizioni e leggende, e infine, da ormai parecchi anni, di turisti innamorati. Il suo nome passionale, appunto Furore, è un’insieme di storie, miti e leggende che lo hanno caratterizzato già dalla sua fondazione ed il borgo è diventato nel corso degli anni meta sempre più ambita dai turisti che si innamorano delle sue terre, dell’infinito ritratto che dalla sua eccezionale posizione rialzata, domina l’intero Golfo di Salerno, regalando una vista mozzafiato sul mare sottostante. Uno dei lembi di terra più belli della Campania. Anch’esso, come tutta la Costiera Amalfitana, è Patrimonio Mondiale dell’Unesco e ultimamente, come se non bastasse, è diventato uno dei Borghi più belli d’Italia.

Quali particolarità hanno fatto sì che sempre più turisti scelgano questo piccolo comune quale meta per le proprie vacanze? Uno su tutti è il Fiordo di Furore, con una spaccatura rocciosa a picco sul mare e lo specchio d’acqua cristallina dà vita al paesaggio forse più ritratto in assoluto sulla costiera. Questa piccola frazione marittima, incastonata nelle due pareti di roccia che modellano il fiordo, è stata meta negli anni di personaggi importanti o famosi, come Roberto Rossellini e  Anna Magnani, cui è dedicato un piccolo museo. Sopra i tetti delle case se ne sta sospeso a 30 metri di altezza il famoso ponte che ospita la strada statale, meta annuale della competizione internazionale di tuffi MarMeeting, e come eco lontana ci fa ricordare che le macchine e il traffico sono arrivati anche qui, altrimenti sarebbe facile, perdersi nel blu intenso delle sue acque e l’azzurro del cielo.

Oltre al Fiordo, il comune di Furore condivide con la vicina cittadina di Praiano una minuscola località detta Marina di Praia. Inoltre il borgo è suddiviso in tre contrade sparse sulle scogliere, che si chiamano Sant’Agnello, Sant’Elia e Santo Jaco. Eppure il borgo viene spesso soprannominato “il paese che non c’è”, perché non è semplice riconoscere un nucleo unito, compatto: si tratta piuttosto di una manciata di case, accomunate non tanto da un qualche disegno urbanistico, ma piuttosto dal legame indissolubile tra la montagna ed il mare.

A suggellare l’amore tra Furore e il mare ci sono i monazzeni dei pescatori: questi sono i vecchi magazzini in cui si riponevano le reti, le esche e gli altri strumenti da marinai, sparpagliati sulla spiaggia della località Fiordo. In questo luogo e per molti anni le case dei pescatori sono rimaste abbandonate, ma da poco sono state recuperate e oggi la parte marittima di Furore è uno spettacolo mozzafiato. Ad abbellire la parte montana ci pensano i colori dei “muri d’autore”, opere d’arte all’aria aperta realizzate sulle facciate delle case, regalando al borgo l’appellativo di “paese dipinto”.

Furore, come tutti gli altri paesi costieri, vanta una nutrita schiera di chiese locali che raccontano la devozione popolare comune della costa d’Amalfi: San Giacomo, Sant’Elia e San Michele e Santa Maria. Per il resto le ricchezze del borgo sono comuni e tipiche del paesaggio costiero: il profumo dei limoni, i filari di uva da vino (pregiati e unici ndr), il fruscio della brezza, Il volo leggiadro dei gabbiani, lo splendore delle maioliche e le lunghe giornate estive caratterizzate dal frinire cadenzato delle cicale rendono il paesaggio ancor più invitante.

Un paesaggio che si ricongiunge alla vicina Amalfi, con le macere ricche di vigneti e coltivazioni di pomodorini a filo: delizie locali che fanno bella mostra sulle tavole degli abitanti e nei prelibati piatti dei ristorantini locali, alternando tradizione e bontà del territorio; tra primizie di montagna e pesce fresco di giornata. Furore e anche paesaggi ricchi di meraviglie, non mancano sentieri e stradine da scoprire ed esplorare dove vi meraviglierete ad ogni angolo per la bellezza del panorama. Inoltre, la Zip-Line, attrazione turistica per i più ardimentosi, vi permetterà di sorvolare il Fiordo appesi ad un cavo d’acciaio fino a raggiungere il vicino comune di Conca dei Marini.

Non mancano le occasioni per animare il borgo durante l’anno: ci sono celebrazioni religiose, rassegne enogastronomiche e tradizionali feste di paese. Tra queste, sicuramente da non perdere, la rassegna Muri d’Autore, che durante l’estate vede Furore agghindarsi di nuove opere d’arte, inoltre la sfida di tuffi, che nel mese di luglio si svolge nella frazione di Fiordo, trascina con se persone da ogni dove. Infine nel mese di settembre si celebra la Festa del Fico d’India.

Contribuisce a rendere Furore un piccolo paradiso un microclima particolare, diretta conseguenza del profilo a picco sul mare della montagna, mite e gradevole: caratterizzato da inverni dolci ed estati fresche, tante ore di sole e poche piogge, concentrate principalmente nel periodo invernale. La temperatura media a gennaio va da un minimo di 7°C a un massimo di 13°C, mentre in agosto varia da 20°C a 29°C.

Per raggiungere Furore in auto proveniente dal nord deve optare per l’autostrada Napoli-Salerno. Uscendo a Castellammare di Stabia ci si immette sulla Strada Statale in direzione Pimonte-Agerola, seguire le indicazioni fino alla meta. Se invece proveniamo da Sorrento, preferendo la panoramica S.S.163 Amalfitana, superato Positano dobbiamo raggiungere il bivio che precede Amalfi e seguire a sinistra in direzione Agerola senza scoraggiarsi: molti tornanti più avanti e circa 8 km di strada ci si accorge di Furore. Per chi preferisce viaggiare in treno la stazione ferroviaria più vicina si trova a Salerno, mentre l’aeroporto, distante una quarantina di chilometri, è quello di Napoli-Capodichino.

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